BEE THE CHANGE - Emancipazione e lavoro femminile nella filiera delle piante officinali

Storie di donne impegnate nella costruzione di un nuovo futuro a Jenin, in Palestina.

BEE THE CHANGE - Emancipazione e lavoro femminile nella filiera delle piante officinali
Abbiamo incontrato le storie di queste straordinarie donne, l'autunno scorso.
Un progetto che abbiamo deciso di raccontarvi, per condividerne la bellezza. 

Prendi un paese sotto occupazione militare da vent’anni, la Palestina, dove i diritti fondamentali vengono puntualmente calpestati e dove la disoccupazione giovanile femminile è doppia di quella maschile (62%); prendi una città che “vanta” il più grande campo profughi del territorio, Jenin, all’interno del quale si è riusciti a far sorgere una piccola realtà associativa per la produzione artigianale di saponi, per ridare lavoro e speranza dopo i drammi della seconda intifada, come un fiore nel deserto; prendi un gruppo di donne fortissime, l’Associazione AOWA, che ha deciso di creare una rete per supportare le donne palestinesi attraverso opportunità di lavoro, sensibilizzazione ed emancipazione, ricevendo l’appoggio di una rete di attori umbri e non, che ne hanno sposato la visione e la missione.

 

Sono questi i principali elementi che hanno in gran parte contribuito ai risultati raggiunti dal Progetto “Bee The Change”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), promosso dalla Regione Umbria ed implementato in Palestina da FELCOS Umbria, Associazione di Comuni impegnata nello sviluppo sostenibile dei territori, in collaborazione con una folta rete di partner italiani, tra cui ANCI Umbria, Comune di Foligno, Equo Garantito, Cooperativa Ponte Solidale, Altromercato, APAU e APIMED.

 

In continuità con precedenti progettazioni che hanno contribuito a sostenere l’Associazione AOWA nell’avvio di una realtà produttiva di saponi naturali nell’area di Jenin, in Palestina, “Bee The Change” ha promosso lo sviluppo dell’intera filiera agricola delle piante aromatiche ed officinali, autogestita dalle stesse donne che, oggi, sono in grado di coltivarle ed estrarne gli oli essenziali da utilizzare per la produzione di saponi, o vendere tal quali. Supporto tecnico, formazione, rinnovo dei locali, delle attrezzature e dei processi sono state le principali azioni messe in campo dal team di esperti italiani e palestinesi, tra cui il prezioso supporto di Marco Valussi di Magnifica Essenza, a partire da aprile 2018.

Oltre 40 le donne che sono state impegnate nell’intera filiera, dai terreni agricoli al laboratorio di produzione, alcune delle quali hanno iniziato il processo di emancipazione quasi venti anni fa, creando l’opportunità per figlie e nipoti di potersi inserire, oggi, in una salda struttura che fornisce loro opportunità di lavoro e reddito. Un’opportunità non scontata in un paese dove il ruolo della donna viene ancora troppo spesso associato alle attività domestiche e di cura della famiglia, specialmente in aree rurali e più tradizionali, come l’area di Jenin.

 

Grazie al lavoro dei partner che ne hanno supportato la commercializzazione, da anni AOWA produce e spedisce saponi all’olio d’oliva alle botteghe del Commercio Equo in Italia, che carichi della loro storia di riscatto hanno smosso le coscienze di migliaia di italiani, ma non solo; infatti, dal 2018 i saponi palestinesi sono arrivati anche nelle botteghe di Spagna e Francia.

Tuttavia, le difficoltà di approvvigionamento di alcune materie prime ed il calo delle vendite hanno spinto AOWA, con il supporto di “Bee The Change”, in un processo di rinnovamento ed ulteriore sviluppo dei loro prodotti, sempre ovviamente nei rispetti dei principi del Fair Trade.

Da qui nacque l’esigenza di coltivare piante e distillarne direttamente gli oli essenziali, altrimenti acquistati sul mercato d’importazione a prezzi molto alti; non esisteva infatti, prima di AOWA, alcuna realtà che distillasse oli essenziali puri al 100% in Palestina. Tanto meno, una realtà costituita da sole donne.

Quello che, a primo impatto, può sembrare un banale esperimento di sviluppo economico, ha acquisito in realtà un valore sociale immenso, per le donne coinvolte ma non solo. Infatti, a partire dai sindaci delle municipalità coinvolte fino ai familiari e concittadini, il supporto alle donne di AOWA è stato totale, sempre accompagnato da un pizzico di stupore ed incredulità rispetto a quanto stesse avvenendo.

 

Terreni brulli ed incolti si sono colorati di verde e viola, inebriando le aree al profumo di menta e lavanda anziché del pungente odore di tabacco, coltivazione diffusissima della zona per via delle maggiori opportunità economiche, in contrasto – come spesso accade – con le ragioni sociali ed ambientali.

Questi nuovi profumi arriveranno, in estate, nelle botteghe italiane e continueranno a supportare il lavoro di questa piccola grande Associazione, che non smette di guardare lontano e sognare di riuscire a supportare un numero sempre maggiore di donne palestinesi.

 

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